Bergamo Capitale della Cultura sempre

Fare in modo che le cose succedano: questa filosofia è stata recepita nello sviluppo di Bergamo degli ultimi anni, una visione che ha voluto il Comune come regista di un percorso di attivazione e di sostegno del potenziale di cittadini, enti e associazioni della città. Partendo da un sistema culturale completo, ma soprattutto complesso, a Bergamo si è generata grande energia, raggiungendo risultati significativi in settori come quello culturale e turistico.

La Capitale della Cultura ha rappresentato il punto di arrivo del percorso culturale del doppio mandato di Giorgio Gori. La cultura è intesa quindi come motore di rigenerazione sociale (pensata per ricostruire coesione tra i cittadini e riprendere relazioni interrotte dalla pandemia) e ha lasciato in eredità alla città la capacità di creare confronti e costruire reti di progettazione partecipata. Ma, se la capitale ha rappresentato un punto di arrivo di dieci anni di Amministrazione Gori, essa diviene punto di partenza della visione strategica culturale dei prossimi cinque anni.

La città che puntiamo ad amministrare ha chiari i suoi obiettivi in tema culturale:

  • Allargare ulteriormente la partecipazione alla vita culturale della città, un aspetto molto cresciuto in questi ultimi anni ma che ha ancora margine di crescita.
  • Fare della cultura lo strumento per accrescere il patrimonio di conoscenze delle persone e delle comunità.
  • Contribuire alla crescita professionale delle imprese e delle associazioni culturali e creative.
  • Costruire un’identità precisa e ampliare la rete degli spazi della cultura in città.

Per poter centrare questi obiettivi sarà necessario innanzitutto:

  • Accrescere la partnership pubblico-privata per consentire di attivare al meglio le energie e le potenzialità di cittadini, enti, associazioni e dare loro spazio, accrescendo creatività e professionalità degli operatori.
  • Comunicare al meglio – anche attraverso le competenze comunicative del Comune di Bergamo – le attività e i progetti della città, in modo da costruire attenzione e coinvolgimento intorno all’intero progetto culturale.

In questo senso Fondazione Teatro Donizetti, Accademia Carrara e GAMeC rappresentano modelli di cultura a 360°, grazie alla loro capacità di internazionalizzare il proprio patrimonio culturale, legando però in modo saldo le loro istituzioni ai cittadini. Per riuscirci, Fondazione e Accademia hanno operato per rendere popolari i rispettivi linguaggi, costruendo anche un fitto contatto con le scuole e i più giovani, ma anche lavorando per crescere talenti sul territorio (pensiamo alla Bottega Donizetti, per esempio) e costruire una rete di soggetti che operano nel settore, anche in campi diversi.

La Fondazione Donizetti continuerà a costruire proposte nel nome di Gaetano Donizetti, rivolgendosi anche a visitatori e turisti che sono attratti in città attraverso la rete di Città della Musica (Catania, Urbino, Parma, Torre del Lago e Bergamo), puntando su un turismo culturale di qualità e investendo sulla produzione degli spettacoli. Lirica, Prosa e Bergamo Jazz Festival sono il fiore all’occhiello dell’offerta del Teatro Donizetti, insieme al Festival Pianistico Internazionale Brescia-Bergamo e al Festival Organistico. Il convenzionamento con la nuova Arena di Chorus Life ci consentirà di garantire la programmazione culturale che prima era offerta al Palacreberg.

Incrementare gli spazi per la cultura

Sarà necessario accompagnare la conclusione del cantiere del nuovo giardino e del nuovo bistrot dell’Accademia Carrara e individuare nuove ulteriori funzioni a servizio del percorso espositivo e delle mostre temporanee.

Nei prossimi anni, quindi, vogliamo proseguire negli interventi avviati.

  • Dovrà essere concluso il cantiere della nuova GAMeC nel vecchio palasport: il nostro obiettivo è quello di rendere la realizzazione del nuovo museo una sfida di rigenerazione urbana su tutto il quartiere, costruendo un modello di gestione moderno e realizzando soprattutto un museo orizzontale, che esce dagli spazi del museo e contamina il Parco Suardi, gli Orti storici e il piazzale Enrico Tiraboschi, e dare una nuova funzione all’attuale sede.
  • Vogliamo valorizzare le opere di Manzù presenti in città, costruendo un museo a cielo aperto che comprenda le opere che permeano gli spazi della città (dal “Monumento al Partigiano” nei Giardini XXV aprile alla “Giulia e Mileto in carrozza” negli spazi dell’ex collegio Baroni alla GAMeC) in un percorso che metta in risalto l’impronta che l’artista ci ha lasciato.
  • Centrale nel progetto culturale dei prossimi cinque anni sarà il ruolo di Palazzo della Libertà: sarà una Casa delle Arti, con un focus dedicato al Cinema, in relazione osmotica con Piazza della Libertà. All’interno del Palazzo costruiremo una rete di collaborazione e contaminazioni culturali, grazie alla presenza di spazi polifunzionali e per mostre contemporanee.
  • Vogliamo inoltre dare un’identità nuova all’Auditorium: accanto al cinema costruire un calendario per renderlo uno spazio performativo contemporaneo a disposizione di tante associazioni ed enti culturali, teatrali e coreutici della città, a costi contenuti.
  • Nuovi spazi culturali a disposizione della città saranno realizzati all’interno del progetto di rigenerazione di Porta Sud, costruendo una mappa degli spazi della cultura inedita e che include luoghi fino a oggi marginali della città.
  • In questo modo pensiamo di costruire un dialogo con gli altri centri di produzione culturale dei quartieri della fascia sud della città, GresART e DASTE, che vogliamo rendere luoghi privilegiati di sperimentazione di arti digitali.
  • Completeremo la sistemazione dell’ex mercato ortofrutticolo, concludendo l’ampliamento della Biblioteca Tiraboschi, con spazi di qualità per la lettura, lo studio anche a servizio della vicina Università. Completando il recupero dell’ex mercato si sistematizza anche l’utilizzo del giardino interno della biblioteca, abbracciato dalle due nuove ali dello spazio della biblioteca. Bergamo si fregia di essere “Città che Legge”, un riconoscimento che vogliamo consolidare sostenendo le biblioteche e i librai indipendenti.
  • Valorizzeremo la produzione culturale di alcuni spazi fondamentali del centro storico e dei Colli. Ad esempio, lavorando per sistemare progressivamente il Castello di San Vigilio e consentire di fare della Casa del Capitano uno spazio per mostre temporanee, come ultima tappa conclusiva del grande percorso di conoscenza delle nostre fortificazioni veneziane UNESCO, Panorama Mura. Sempre nell’ottica di valorizzazione del patrimonio delle Mura, vogliamo rifare in pietra tutti i marciapiedi di viale delle Mura, ora in asfalto.
  • Vogliamo realizzare il Museo delle storie per il Medioevo, l’ultimo segmento della storia di Bergamo che rimane tutt’ora non indagato e approfondito nell’offerta culturale della città. L’idea è quella di sistemare gli ultimi due piani, attualmente ancora a rustico, di Palazzo del Podestà e renderlo nuovo museo della Bergamo del Medioevo.
  • Avvieremo il restauro degli spazi di San Michele all’Arco e dell’area archeologica di vicolo Aquila Nera.

Nuove importanti proposte culturali

Riconosciamo e continueremo a sostenere la ricchezza dell’offerta culturale promossa dal nostro circuito museale – tra gli altri, Museo di Scienze Naturali, Museo Archeologico, Museo delle Storie, Orto Botanico – e dalle associazioni, capace anche di richiamare nella nostra città anche personalità di grande rilievo internazionale.

  • Vogliamo dare protagonismo alle compagnie teatrali che insieme al Teatro Caverna, al Pandemonium e al Teatro Prova, al nuovo Gruppo di lavoro permanente Teatro Ragazzi, ai Centri Socio-Culturali e alle Reti saranno artefici di un Festival dei Quartieri, multidisciplinare e diffuso, capace anche di contaminazioni culturali per l’inclusione di cittadini migranti e seconde generazioni.
  • Insieme al Politecnico delle Arti e alle diverse realtà musicali e giovanili rilanceremo il Festival della Musica permeando i quartieri, le strade e le piazze.
  • Investiremo per ampliare l’utilizzo delle biblioteche come luoghi d’incontro, di laboratori, di relazioni sociali e di servizio per le comunità, anche rafforzando il personale.
  • Valorizzeremo gli anniversari storici in chiave culturale, celebrando ad esempio il 2028 come anno di “Bergamo Veneta”, quando ricorreranno i 600 anni dall’annessione di Bergamo alla Serenissima Repubblica Veneta, e le figure dei pittori Palma il Vecchio e Palma il Giovane.
  • Promuoveremo gemellaggi tematici con altre città europee per fare di Bergamo una città sempre più internazionale e aperta al mondo.
  • Daremo spazio alla Street e alla Urban Art, lavorando su una delle eredità di Bergamo e Brescia, ovvero la nascita di un soggetto nuovo, fatto dalla relazione tra LINK (BS) e Tantemani (BG) sistematizzando la urban art attraverso un regolamento che agevola opere di writing. Questo regolamento consentirà di incrementare la produzione artistica di strada, rendendo la città e i suoi quartieri un museo a cielo aperto.
  • Inoltre, costruiremo una stretta partnership pubblico-privata per costruire un percorso su Bartolomeo Colleoni e il suo tempo.
  • Sarà utile anche creare una card museale che permetta l’accesso al circuito museale di Bergamo e della provincia, valutando l’inclusione dell’utilizzo gratuito dei mezzi pubblici, incentivando la scoperta organizzata del patrimonio culturale locale.
  • Costruiremo, infine, un palinsesto di iniziative che consentano di far vivere e fruire gli spazi di Casa Suardi – recentemente restaurata e divenuta sede dell’archivio del Comune di Bergamo – a tutti i nostri concittadini per 365 giorni all’anno e collegarla alla Biblioteca Angelo Mai, arricchita dal restauro degli spazi di San Michele all’Arco, e all’area archeologica di vicolo Aquila Nera.

Vogliamo poi rafforzare l’offerta musicale per i giovani, molto cresciuta negli ultimi dieci anni, e soprattutto quella giovanile, anche promuovendo gli artisti locali: Edonè, Polaresco, Lazzaretto e Piazzale degli Alpini rappresentano un patrimonio per la città e i giovani bergamaschi e vogliamo sistematizzare le loro esperienze, costruendo un grande cartellone dello spettacolo musicale cittadino.